sabato 8 marzo 2008

Letture del week-end : DOWN ( in basso, appunto).


Dunque, io di Warren Ellis posso dire di leggere ogni cosa su cui riesco a mettere le mani; perchè fondamentalmente mi piace il suo modo di scrivere, mi piaccioni gli argomenti che tratta e sopratutto come li tratta. Non apprezzo tutto ciò che scrive allo stesso modo, perchè di fatto, alcune cose francamente le trovo davvero troppo vicine al divertisment, esercizi di sterile stile ( un buon esempio di ciò è sicuramente la serie Strange Kiss...troppo bizzarra e fuori di testa per non sconfinare nel grottesco gratuito), e che non riescono ad avere la forza di altre sue opere.
Il suo lavoro che preferisco in assoluto, che metto al primo posto della mia lista è senza dubbio alcuno City of Silence, che puo' vantare alla parte grafica quel genio britannico e poco conosciuto che risponde al nome di Gary Erskyne; quindi nemmeno un'opera di primo piano, nel panorama della sua produzione.
Inutile dire sul finire dello scorso millennio StormWatch, Authority, Planetary, Transmetropolitan, Doom 2099 siano stati come fulmini a ciel sereno, elettrizzanti come una scarica da 10.000 volts, che mi colsero sulla via quando uscirono, forse cambiando per sempre parte della mia percezione su cosa può essere davvero un " fumetto militante ", politicamente e socialmente.
Tutto questo purtroppo sembra essere ormai un pallido ricordo quando mi ritrovo a leggere un prodotto come quello qui sopra, la miniserie di 4 " DOWN ", uscita per Top Cow qualche anno fa e che da poco è approdata sul nostro suolo per PaniniComics.
Diciamolo subito e senza mezzi termini : un prodotto ellisiano noir, minore, pessimo.
La storia sembra niente più, niente meno che un canovaccio appena abbozzato, in cui assistiamo in pratica ad una lunga sequenza da poliziesco anni '90 dilatata per 100 pagine; non una-idea-una che sorprenda davvero il lettore, tensione narrativa e climax inesistenti, personaggi che sono poco più che macchiette senza arte nè parte.
Sembra di guardare uno di quei tv movie americani che danno in terza serata durante l'estate, in cui gli attori sono sconosciuti e recitano come nei fotoromanzi, la trama è poco più che un pretesto per riempire 90 minuti di palinsesto e finire la cassa di caricatori di pellicola prima della scadenza.
La parte grafica non è certamente d'aiuto: affidata per la prima parte a Tony Harris, che da quando ha iniziato a ricalcare fotografie anzichè disegnare, risulta davvero indigesto, i tre capitoli restanti sono opera di uno svogliato Cully Hamner, che ha realizzato il tutto in economia e velocità, e si vede, con il risultato di essere davvero stucchevole ( fate un paragone con la serie Red, sempre realizzata in tandem con Ellis, in cui il risultato è l'esatto opposto).
Peccato. Un opera che non vale davvero la pena, alla quale il nome di Warren Ellis in questo caso non conferisce motivo di vanto e prestigio. Un divertisment, appunto, e pure poco convinto e riuscito.
Andre.!

4 commenti:

Ester & Andre ha detto...

BelliSSima l'espreSSione"attori che recitano come nei fotoromanzi!!!!"E' vero però!!!Un bacio,Andre!!!
Ester

Andrea & Cesko ha detto...

hehehee...è vero si! Dai un'occhiata ai tanti millantati " I Bellissimi " in onda su rete quattro il sabato sera...bellissimi maddechè?

AbbraccioAbbraccio Pasquetta!

A presto!!

Andre.!

Emanuele ha detto...

Ciao Andre! sei stato spietato in questa rece! Sarei curioso di leggerlo! ;)

Purtroppo capita che nel mercato ci siano anche produzioni scarse o pessime, spero di non rientrarci un giorno!

P.S. Ricordi il post che mi hai inviato pochi giorni fa, riguardo a into the wild, e ad alcuni film che mi hai consigliato? Ti ho risposto subito dopo, soltanto che ho fatto un impiccio con la tabella dei messaggi... che rinco! Vabbè, ora ho capito perchè non mi faceva postare!

Un saluto a presto.

Andrea & Cesko ha detto...

Hola Ema!

Sai come si dice no? Se ad una cosa tiene davvero tanto o ti piace davvero tanto, tendi a diventare ipercritico!

Per quanto riguarda il post su Into the Wild, non ti proccupare, non hai idea di quante volte io incasini i post...:)

Sul discorso del Fiasco, inteso come fallimento di un lavoro, ho visto ieri sera ElizabethTown di Cameron Crowe...bhè è una bella lezione sul reale valore dello skatzare alla grande.

E'stata una gradevole sorpresa questo film! Te lo consiglio vivamente!!!

Alla prossima Ema!

Andre.!