lunedì 22 ottobre 2007

Sogni dallo Spazio ( interno e profondo )


Alle volte mi domando perchè continuo ad ascoltare tutti i piagnistei e confidenze esistenziali dei miei amici.

Cazzo. Sembra che abbiano un radar per riuscire a localizzarmi ovunque io sia, a qualunque ora del giorno o della notte, per attaccare a parlare della ragazza che li ha mollati per uno che il è contrario di loro, piuttosto che del tipo alto, figo e latino che le ha ammaliate con uno sguardo... ribadisco: eccheccazzo.

Ma passa mai per la testa di queste persone che anche IO ho dei problemi esistenziali, che mai come in questo periodo somatizzo in vari modi, e che forse mi piacerebbe che qualcuno di loro provasse ad ascoltarmi o se ne stesse semplicemente zitto?

Vabbè..detto questo, che mi premeva non poco mettere giù per scaricarmelo dal groppone, passo a parlare di qualcosa di più interessante e bizzarro; guardando noiosamente la tv questa sera in prime time, mi è capitato di vedere una puntata di Voyager, su rai due, in cui uno dei servizi parlava delle voci dei cosmonauti russi captate dallo spazio negli anni '60 da due fratelli torinesi con il loro apparato ricetramettitore.

Incuriosito da questa cosa mi sono lanciato in una surfata sul web per scorprire qualcosa di più e devo dire che si trovano dei documenti davvero interessanti sulla storia segreta e non della conquista dello spazio sovietica durante gli anni della cortina di ferro.

In particolare ho beccato un articolo che trattava delle allucinazioni che i cosmonauti hanno vissuto nello spazio durante i loro voli...si va dalla musica classica proveniente dallo spazio esterno profondo, passando per pianti di bambini fino ad arrivare alla conversazione con fantasmi della propria famiglia.

Tutto ciò mi ha riportato alla mente il meraviglioso 2001 NIGHTS di Yukinobu Hoshino, un bellissimo manga di fantascienza " tecnica ", ovvero basata su principi scientifici effettivamente esistenti ed applicabili nel campo dell' aeronautica spaziale, di un paio di decine di anni fa, uscito all'inizio degli anni '90 per Granata Press e ristampato da FlashBook un paio di anni addietro in eleganti tancobon ( si scrive così? ), che parla del sogno dell'uomo in merito alla conquista dello spazio profondo, inteso come una metafora quasi zen sul bisogno che ogni essere umano, ma non solo, ha di conquistare la parte più profonda di sè stesso.

Affascinante davvero! Non mi meraviglierei se prima o poi mi decidessi a scrivere qualcosa in merito per una delle mie possibili proposte fumettistiche, dato che la prima volta che lo lessi, rimasi con gli occhi sognanti rivolti al cielo ( e dentro il mio animo ) per parecchi mesi.

Andre!

2 commenti:

Andrea & Cesko ha detto...

...Innanzi tutto si scrive Tankobon, e cavolo, non è che esistono solo i comics americani, Warren Ellis, la marvel, Superman e tutti gli amici suoi!
Un pò di rispetto per quei musigialli scribacchini che confezionano esseri informi con gli occhi che occupano tre quarti della faccia, si menano come dei folli fino a che un' atomica non li polverizza tutti!!!
W Interceptor!
Cito:
Ponchia: " Cedrone, di un pò, ma tu quando sei lassu tra le montagne, a me ci pensi oh..."
Cedrone: " Certo Ponchia, è che non lo do a vedere."
Ponchia: " Si...ma a chi?"
Tratto da Marrakech Express
di G. Salvatores
Quel simpaticone di Franz.

Andrea & Cesko ha detto...

cito : " prima se meneno e poi se baceno"
vincenzo, 2001.

in tre parole : ti voglio bene!

( conflitto di interessi? uso di uno spazio pubblico per fini privati...certo! è il nostro appartamento, cazzuIUiuIu!!!! )!

alla faccia di chi ci vuole male!

Andre!